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Capodanno in Marocco |
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Percorsi realizzati con Microsoft AutoRoute 2001 |
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L'indomani ripartiamo con grande entusiasmo ma il tempo peggiora e appena entrati in autostrada inizia a piovere, prima
moderatamente, poi sempre più forte, oltre 400 Km. di acqua, ma finalemente ecco Sète dove ci attende la nave che ci porterà in Africa. |
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| Rimontiamo tutto, facciamo i bagagli e sotto una fitta pioggerella lasciamo Casablanca alla volta di Marrakech. Il viaggio è difficoltoso c'è un forte vento che spazza la strada, procediamo con molta attenzione, arriviamo nel tardo pomeriggio infangati come mai, neanche avessimo fatto la Dakar, prendiamo posto in Hotel abbiamo fame ma non c'è gran chè, siamo in pieno Ramadam. L'indomani, una splendida giornata ci ridà la carica per partire destinazione Ouarzazate, oltre la catena dell alto Atlante. Quando a casa progettavamo questo itinerario temevamo di trovare chiuso per neve il passo del Tizi'n'Ticka 2260 mt. costringendoci ad una lunga deviazione, ma per fortuna, la neve che vediamo rimane confinata sulle cime più alte lasciandoci libero il passaggio. Sulla discesa dal passo un paio di ragazzi marocchini ci fermano, sono rimasti in panne con la loro auto, in perfetto francese ci chiedono di portare una richiesta d'aiuto a casa loro 80 Km. più avanti verso Ouarzazate e così assolto il nostro compito eccoci raggiungere la nostra meta, non prima però di esserci fermati svariate volte ad ammirare paesaggi da film hollywoodiani, non per nulla, produzioni cinematografiche importanti ambientano qui sequenze dei loro film. In paese conosciamo un ragazzo davvero in gamba parla 4-5 lingue dice d'aver partecipato come comparsa a pellicole famose, il suo sogno manco a dirlo è fare l'attore, ci lasciamo guidare da lui per gli stretti vicoli della Kasbah, davvero bella. |
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Il 30 Dicembre ripartiamo verso sud, direzione Zagora. Al mattino fa molto freddo (intorno allo zero) non usiamo le sottotute ma le imbottiture del completo in Gore-Tex ci stanno proprio bene, la temperatura torna a farsi mite verso la tarda mattinata. I paesaggi diventano sempre più suggestivi, siamo nella valle del Draa, il GPS rivela che ci troviamo su
un altipiano intorno ai 1000 Mt. di altitudine, quota che difficilmente scenderà in tutto il nostro percorso, raggiungiamo Zagora qui notiamo parecchi turisti a bordo di
4x4 prepararsi a raggiungere il deserto dove trascorreranno il capodanno. Noi troviamo un buon Hotel e lasciate le moto nel parcheggio iniziamo a camminare per questo piccolo paese alla scoperta di suggestivi scorci da immortalare, mentre visitiamo il mercato improvvisamente cala l'oscurità, lampi tagliano il cielo diagonalmente, inizia un furioso temporale che dura pochi minuti donando al paesaggio una luce irreale. |
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Rientriamo a Zagora e il 1° di Gennaio di nuovo in moto puntiamo verso est, 300 Km. di paesaggi incredibili, sulla 6956 non incrociamo quasi nessuno, una strada che si snoda tra altipiani deserti battuti dal vento, potrebbe essere anche la Patagonia, l'entusiasmo sale non mi sembra vero di trovarmi qui, stringo il serbatoio con le gambe e non posso fare a meno di far planare il GS a 160-170 Km/h, è bellissimo, la mia
compagna mi bussa sul casco invitandomi a rallentare. Ecco Erfoud, polveroso avamposto ai margini del deserto, anche qui lasciamo le moto in Hotel, troppo pesanti con bagagli e passeggeri per avventurarsi sulla sabbia. Altra Land Rover altra escursione verso l'Erg Chebbi, prima però una sosta programmata dal "tour operator" in un sito archeologico con ritrovamenti fossili. Il sole sta calando facciamo appena a tempo a parcheggiare la Land Rover e prendere la "coincidenza" per la "nave del deserto", uno scorbutico cammello che a fatica ci porta lassù sulle dune più alte ad ammirare un tramonto pazzesco assieme a turisti giapponesi. Il giorno seguente cerco, invano per Erfoud, un distributore con benzina verde, quei pochi attrezzati l'hanno finita. Mi autolimito la velocità a 90 Km/h, dò istruzione alla seconda moto di non allontanarsi troppo e di lasciare aperto un canale radio; tuttavia senza problemi raggiungo Er-Rachidia dove faccio rifornimento, qui noto una delle pochissime moto incrociate lungo il percorso, un tedesco con cui scambio poche battute, dall'equipaggiamento e dalla moto (una TT 600) deduco che il suo viaggio sia prevalentemente fuori stradistico. |
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| Ripartiamo ma pochi Km. dopo la statale prima si fa battuta poi è un ghiaione maledetto in cui le ruote dei nostri pesanti mezzi affondano procedendo con difficoltà. Finalmente dopo un po' la strada torna perfetta e ad andatura sostenuta raggiungiamo un'altra delle nostre mete in programma, le gole del Todra, anche qui il paesaggio va oltre le aspettative, un solo rammarico la strada, o meglio l'asfalto, termina dopo poche decine di chilometri, oltre il percorso prosegue in fuoristrada inerpicandosi su per le montagne con, ci hanno riferito, scenari fantastici, un percorso insomma troppo tecnico per noi. Il tempo stringe riprendiamo a marciare lungo la P 32, lungo la via delle Kasbah verso Ouarzazate. Inutile dire che vi sarebbero stati tantissimi altri posti da meritare una visita ma i giorni scarseggiano, peccato per quei due abbondanti persi per l'inconveniente alla moto di mio fratello ma in fondo poteva andare molto peggio. |
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A Ouarzazate, crocevia strategico, ci dirigiamo a nord, verso Marrakech, prendendoci un'intera giornata per visitarla, mentre i nostri compagni decidono di procedere verso ovest, verso le spiagge di Agadir e di ricongiungerci il giorno successivo a Marrakech che raggiungeranno attraversando la bellissima strada del Tizi'n'Test. Marrakech è città indubbiamente affascinante ma il tempo è ormai scaduto, a Tangeri la nave ci attende per riportarci nel nostro mondo.
600 Km. tutti d'un fiato per raggiungere il porto, non prima però d'aver rischiato una multa salata per eccesso di velocità, ma gli agenti, motociclisti anch'essi, chiudono un occhio e ci lasciano andare. Giunti in porto qualche pseudo doganiere con una scusa cerca di spillarci qualche soldo, non attacca, innestiamo la 1° marcia e guadagnamo la nave da dove ammiriamo Tangeri al tramonto. Tirando le somme, un viaggio davvero vario e gratificante sotto ogni punto di vista che consiglio caldamente a tutti coloro che, come noi, non potendo prendersi oltre due sttimane di ferie in primavera o autunno (stagioni perfette) non sono però disposti a patire i quasi 50 gradi del sud del paese ad Agosto. Noi, abbiamo riscontrato temperature quasi sempre ottimali (attenzione solo all'escursione termica molto forte al sud) e condizioni di tempo prevalentemente buone. |
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| Giorgio
Pongiluppi e-mail giorgio@motoavventura.it
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